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Vi auguro di cuore salute e serenità
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Lookbook

La casa dei fiori

Benvenuto, Marzo!

Per questa primavera abbiamo iniziato con un pieno di fiori!
Siamo andati a trovare Korynne e i suoi fiori a Gargnano, nel suo negozio, uno scrigno di colori e profumi affacciato sul lago.

Per questa occasione ho realizzato un abito ad hoc, color mimosa, in vista della Festa della Donna.
Come omaggio alle acque di zaffiro del lago e tutti i turisti che vengono da ogni parte del mondo a ritrovarsi qui, ho scelto invece un toile de Jouy francese in puro cotone, con una stampa che rappresenta i cinque continenti in azzurro su grigio sabbia.
Come terzo capo ecco finalmente svelato come si deve uno dei miei capi preferiti: la giacca Haori in seta ricamata e foderata in organza di pura seta. Un gioiello sartoriale sia per materiali che per costruzione.
Ho rispolverato anche un capo realizzato da tempo ma che non vi avevo mai mostrato: una gonna con bretelle creata dagli avanza di un tessuto che avevo utilizzato per creare un altra gonna. Una vera e propria operazione di recupero materiali andata a buonissimo fine!
Infine, dato che ne ho venduta una copia, ho portato con me anche la gonna in shantung di sera dorato, la prima che abbia mai realizzato.

Vi racconterò meglio in questi giorni ogni capo, la costruzione e l’ispirazione.
Vi lascio con questa piccola storia che parla di fiori, letta molti anni fa su un libricino che ho amato.

Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi. Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.
Un angolo di questa via era permanentemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti. La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.
Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta: «Ma perché non dai mai nulla a quella poveretta?».
«Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani», rispose il poeta.
Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene.
Allora accadde qualcosa d’inatteso: la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò. Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.
Per una intera settimana nessuno la vide più. Ma otto giorni dopo, la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via. Silenziosa e immobile come sempre.
«Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla?», chiese la giovane francese.
«Della rosa», rispose il poeta.

(Bruno Ferrero, Piccole storie per l’anima)


«Esiste un solo problema, uno solo sulla terra. Come ridare all’umanità un significato spirituale, suscitare un’inquietudine dello spirito. E’ necessario che l’umanità venga irrorata dall’alto e scenda su di lei qualcosa che assomigli a un canto gregoriano. Vedete, non si può continuare a vivere occupandosi soltanto di frigoriferi, politica, bilanci e parole crociate. Non è possibile andare avanti così»
Antoine de Saint-Exupéry

Foto di Elia Pizzocolo
Fiori e location: Korynne e i suoi fiori, Gargnano (BS)

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